Il comitato no al rigassificatore è intervenuto stamani con un’azione dimostrativa pacifica nel corso del convegno sull’erosione costiera nella nostra provincia. Siamo anche noi, infatti, molto preoccupati per la salute del nostro mare e per quanto accadrà al nostro litorale con la costruzione del rigassificatore. Ci siamo dunque presentati nel corso dei lavori del convegno con alcuni cartelli con cui abbiamo voluto esplicitamente esprimere il nostro convinto dissenso sulla realizzazione dell’impianto.
Abbiamo deciso di essere presenti per porre ai relatori e agli amministratori convenuti alcune domande. Vorremmo sapere, ad esempio, cosa succederà con la costruzione del nuovo braccio di ottocento metri che, inevitabilmente, andrà a frenare le correnti marine, che intendono costruire per l’attracco delle gasiere; che effetto avrà il cloro che verrà gettato in mare sulle barriere di posidonie che sono ancora presenti a poche centinaia di metri dalla costa; che cosa succederà al moto ondoso una volta che l’acqua verrà sterilizzata con trenta tonnellate di cloro attivo che sarà gettato a mare, che è ciò che il progetto prevede; che cosa succederà una volta aumentata la colmata a mare che ha già causato tanti danni al litorale di San Leone. Vogliamo sapere se hanno fatto degli studi efficaci sul nostro territorio e se sono state interpellate tutte quelle realtà locali che possono dare un contributo di chiarezza sugli effetti dell'impianto sulla nostra vita quotidiana e sul nostro ambiente.
Abbiamo deciso di essere presenti per porre ai relatori e agli amministratori convenuti alcune domande. Vorremmo sapere, ad esempio, cosa succederà con la costruzione del nuovo braccio di ottocento metri che, inevitabilmente, andrà a frenare le correnti marine, che intendono costruire per l’attracco delle gasiere; che effetto avrà il cloro che verrà gettato in mare sulle barriere di posidonie che sono ancora presenti a poche centinaia di metri dalla costa; che cosa succederà al moto ondoso una volta che l’acqua verrà sterilizzata con trenta tonnellate di cloro attivo che sarà gettato a mare, che è ciò che il progetto prevede; che cosa succederà una volta aumentata la colmata a mare che ha già causato tanti danni al litorale di San Leone. Vogliamo sapere se hanno fatto degli studi efficaci sul nostro territorio e se sono state interpellate tutte quelle realtà locali che possono dare un contributo di chiarezza sugli effetti dell'impianto sulla nostra vita quotidiana e sul nostro ambiente.
a cura di Francesca Autiello
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