Al processo sulla costruzione del nuovo San Giovanni di Dio, ha deposto ieri mattina l’ingegnere A. Masnata, consulente tecnico della Procura della Repubblica di Agrigento, che tre anni fa consegnò gli esiti della sua relazione che indussero il sequestro della struttura sanitaria.
Masnata ha riferito come gli accertamenti eseguiti lasciarono intendere inequivocabilmente che c’era la presenza di “troppa acqua per cui il calcestruzzo era di tipo scadente”.
Otto gli imputati, fra imprenditori e tecnici, cui sono contestati i reati di falso e truffa: A. Raia, G. Traina, G. Spallitta, S. Brucculeri, F. P. Scaglione, F. Lusco, M. Campione, A. Alletto.
L’inchiesta, è coordinata dal procuratore Renato Di Natale, dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e dal sostituto procuratore Antonella Pandolfi.
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