" Questo referendum s'ha da fare "
Alle dichiarazioni del consigliere Calabrese, rispondono adesso le associazioni che hanno chiesto a gran voce il referendum sul rigassificatore: "Vince la voglia di democrazia"
Le dichiarazioni che Maurizio Calabrese ha rilasciato, ieri, hanno scatenato un putiferio.
In particolare, le varie associazioni che da mesi combattono contro la realizzazione del terminale, prima tra tutte legambiente, circa l’asserita inutilità della consultazione popolare sul rigassificatore, voluta invece con forza dalle associazioni agrigentine e condivisa dal Sindaco, ravvisano " una incomprensibile ostilità verso le più elementari forme di democrazia, quali ad esempio proprio il referendum".
" E’ naturale, logico, perfettamente legittimo - si legge in una nota - che la cittadinanza si esprima su questo tema: pur in presenza del parere di chi sostiene l’inconsistenza dell’espressione popolare degli agrigentini, come il consigliere Calabrese, il referendum si farà".
Secondo il fronte del "no" il rigassificatore apporterebbe non pochi problemi al nostro territorio, dalla sicurezza considerato che si tratta, pur sempre, di un enorme impianto a “rischio di incidente rilevante”, posizionato proprio al confine con il nostro territorio, passando per l'impatto ambientale sul mare e la costa del Comune di Agrigento.
"Il rigassificatore - ha detto Giuseppe Riccobene di Legambiente - ed in generale qualsiasi impianto industriale di così rilevante impatto, collide enormemente con gli interessi della nostra città, prevalentemente con il suo sviluppo in chiave turistico – ricettiva. Senza contare che non si fa cenno, nei pareri di Soprintendenza e nel decreto di V.I.A., nemmeno dell’esistenza della Valle dei Templi.
Al consigliere Calabrese, che poi fa riferimento al termovalorizzatore di Acerra giudicandolo un esempio di “corretto sviluppo industriale”, vorrei soltanto ricordare le parole del Prefetto di Agrigento, Bruno Pezzuto, e dei magistrati che si occupano di crimini ambientali in Campania, che, in una recente manifestazione culturale, hanno avuto modo di affermare come in realtà si tratti di un impianto costruito in “emergenza”, derogando palesemente alle più elementari normative ambientali".
" La consultazione popolare - è l'appello lanciato dalle associazioni - si terrà dal 17 al 22 aprile 2009 e interesserà tutti i cittadini di Agrigento, i quali potranno liberamente e democraticamente esporre il loro pensiero su questo argomento. Le associazioni agrigentine, con buona pace dei vecchi e nuovi disfattisti, hanno segnato un punto importante".
scritto da Pietro Fattori
(fonte: infoagrigento.it, webgiornale)
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