lunedì 20 luglio 2009

Lettera del Comitato NO RIGASSIFICATORE all'Assessore.

Ecco la lettera spedita il 30 giugno al nuovo Assessore regionale all'industria, Marco Venturi, dal Comitato No Rigassificatore. Vi consigliamo di leggerla attentamente.

Ancora non abbiamo ricevuto risposta...



Agrigento, 30 giugno 2009

Alla cortese attenzione di:
Spett. le Assessore all'Industria Regione Sicilia Marco Venturi
e p.c. Presidente Regione Sicilia Raffaele Lombardo
Presidente Provincia Regionale di Agrigento Eugenio D’Orsi
Sindaco di Agrigento Marco Zambuto
Procura della Repubblica di Agrigento

Oggetto: iter autorizzativo terminale di rigassificazione di Porto Empedocle.
Apprendiamo dagli organi di stampa che la S.V. in qualità di Assessore Regionale all'industria della nostra Sicilia, dopo un incontro con le parti interessate tenutosi il 24 c.a., si appresta a firmare il decreto che autorizza la società Nuove Energie s.r.l. alla costruzione dell'impianto di rigassificazione di Porto Empedocle.
Nel corso degli ultimi anni, numerose associazioni abbiamo dato vita ad un comitato che invano ha cercato interlocutori politico-istituzionali preposti alla problematica in oggetto per esporre i motivi del nostro NO alla realizzazione di detto impianto.
Abbiamo richiesto ed ottenuto dal Comune di Agrigento una consultazione popolare per conoscere il parere della Città su questo problema, in un momento dove i referendum vengono disertati, ben 6857 cittadini hanno partecipato alla consultazione di cui il 93,85%, pari a 6435 votanti, hanno espresso un secco NO alla realizzazione dell'impianto.
Mentre con la presente Le chiediamo un incontro anche con noi ''controparte'' del progetto, nella certezza di fare cosa giusta, ci permettiamo di esporre a Lei ed a quanti in indirizzo solo alcune delle nostre paure e perplessità circa la realizzazione di questo impianto ponendo delle domande che sottoponiamo alla Sua attenzione:
1. E' stato prodotto uno studio approfondito e circostanziato sulle reazioni chimiche successive all'immissione in mare di circa trenta tonnellate annue (come da specifiche progettuali) di cloro attivo a contatto con sostanze organiche, considerato che le correnti marine, i bassi fondali ed i venti prevalenti (ponente e scirocco) terranno le soluzioni risultanti nella costa di forma concava? Si precisa cosa mai evidenziata, che sotto vento ed a soli 200 metri circa dall'impianto insistono i dissalatori che prelevano da tale specchio di mare l'acqua da trattare e destinata al consumo dei cittadini.

2. E' stato prodotto uno studio approfondito e circostanziato delle conseguenze su flora e fauna marina a seguito dell'abbassamento della temperatura di 5°C dei 300'000'000 di metri cubi di acqua necessari al funzionamento dell'impianto, come da specifiche progettuali?

3. E' stato presentato uno studio di fattibilità circa il percorso e la messa in opera delle condotte che porteranno il metano, riportato allo stato aeriforme, alla rete gas?

4. Premesso che la società proponente fornisce, in via teorica, garanzie di sicurezza dell'impianto, esiste uno studio sulle conseguenze di eventuali incidenti alle metaniere, alcune delle quali vetuste e sicuramente non omologate in Italia o secondo le rigide normative europee, sia in fase di avvicinamento al molo che in fase di ormeggio o di scarico? Ed esiste uno studio circa le conseguenze di un incidente durante le operazioni di trasbordo del GNL dalla metaniera ai serbatoi (danni alle condutture, cedimenti delle saldature o cedimenti strutturali)?
Si ribadisce che l'impianto verrà posto a poche centinaia di metri dal centro abitato ed a soli 700 metri dalle scuole. E' questa una distanza accettabile per la sicurezza di oltre l7'000 cittadini residenti a Porto Empedocle?
5. Considerato che verrà posto in essere un molo per l'attracco delle metaniere di 823 metri a partire dalla fine del riempimento a mare dell'area ASI, esiste uno studio su eventuali dissesti geologici a danno delle limitrofe zone balneari?
6. Esiste un parere del Genio Civile, sulla compatibilità di tale impianto con il sito individuato considerato che trattasi di territorio ad alto rischio sismico?
7. In caso di evento sismico o eruzione vulcanica (Vulcano Empedocle sommerso appena fuori Porto Empedocle) è stato effettuato uno studio sull’effetto che verrebbe ad avere un ipotetico, quanto possibile, allagamento degli alloggiamenti dei due depositi da l60'000 metri cubi ciascuno di GNL con i sistemi di refrigerazione in tilt, posto che per la prima volta nella storia di questi impianti vengo ubicati per 3/4 al disotto del livello del mare?
8. L'articolo 3 dello statuto ASI Agrigento, nella cui area dovrebbe insistere l'impianto, recita:
Art. 3
Scopi.
I consorzi mirano a favorire l'insediamento di piccole e medie imprese nelle aree attrezzate ... etc ... etc ... etc
Tale insediamento ha le caratteristiche di piccola o media impresa? E cosa rimane per le piccole e medie imprese per cui tale area è nata, considerando anche le ampie zone di rispetto che un impianto a rischio di incidente rilevante comporta?
9. Quale è la storia della società Nuove Energie srl che ha progettato un impianto così complesso? Ha esperienza nel settore? Ha bilanci societari che attestano una qualunque attività? Ha adeguate risorse finanziarie per garantire quanto promesso in tema di compensazioni? Ha adeguate risorse finanziarie per risarcire eventuali ipotetici danni a seguito di un incidente rilevante (il Titanic era inaffondabile, la diga del Vajont non poteva produrre danni alla popolazione, la centrale di Chernobyl al momento della progettazione veniva garantita come sicura, etc)?

Se queste domande dovessero avere risposte negative o risposte lacunose e parziali, può il progetto di costruzione dell’impianto essere esitato positivamente dai vari organi competenti?



Solo alcune altre considerazioni
Se il gas dovrà servire per il fabbisogno del nord Italia perché imporlo al nostro territorio, considerando che nessuna regione è disponibile ad accogliere questi impianti?
La regione Liguria, forte di una esperienza quarantennale di convivenza con l'unico impianto di rigassificazione esistente sul territorio nazionale, ha negato all'ENI — GNL Italia l'ampliamento dello stesso.

Dichiara Davide Tabarelli, presidente di “Nomisma Energia”, sul giornale “LA SICILIA” del 24-l l-07, in un articolo a firma di Pier Damiani D'Agata che i rigassificatori non si possono costruire al nord Italia perché le coste sono troppo popolate. Dobbiamo desumere che i 17'123 cittadini di Porto Empedocle sono da considerare sacrificabili?

Nell'attesa di essere ricevuti e di un Suo cortese riscontro tramite email all’indirizzo info@norigassificatoreagri
gento.it , ribadiamo la nostra esigenza di chiarezza nell'interesse della sicurezza dei cittadini, dello sviluppo del territorio e della stessa politica.

Distinti saluti.

A cura del Comitato No Rigassificatore
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