Dal "Libro Bianco" della Difesa |
L'INTELLIGENCE
L'insieme delle missioni e dei compiti menzionati è effettuabile con successo soltanto quando si dispone di un'intelligence all'altezza delle sfide e dei rischi del nuovo millennio a base di partenza di quest'attivita' non puo' che essere nazionale, ma come il soddisfacimento dei propri interessi deriva dalla capacita' di saperli inserire ed integrare nel piu' vasto contesto di quelli collettivi, così la qualita' delle informazioni disponibili dipende oggi in larga parte dalla qualita' della collaborazione con i partner e gli alleati.
L'intelligence è uno strumento non convenzionale impiegato nelle relazioni internazionali per proteggere e promuovere l'interesse nazionale nel suo complesso, anche nell'ambito di alleanze. Essa è sostanzialmente basata su un ciclo rigoroso di ricerca, trattamento e distribuzione delle informazioni, ad alto valore aggiunto, ritenute rilevanti per la decisione politica dell1esecutivo e per la sicurezza del Paese.
Questo tipo di attivita' deve disporre di: personale altamente qualificato, avanzati sistemi di elaborazione dei dati, moderne comunicazioni protette e sensori diversificati e sofisticati per la raccolta d'informazioni, leggi e fondi adeguati. Una maggiore attenzione politica quotidiana all'intelligence ed alla selezione del personale, aperta ed ancora piu' rigorosa, sono funzionali a questi obiettivi.
Il responsabile politico deve ottenere dall'intelligence un quadro il piu' possibile completo, preciso ed integrato dei diversi rischi. La natura del quadro strategico e della sicurezza multidimensionale richiede l'individuazione e l'analisi non solo di rischi tradizionali e divergenze d'interessi politico-economici, ma anche di complessi fenomeni transnazionali, che incidono tanto sulla gestione di una crisi quanto sulla sicurezza e sul benessere dei cittadini italiani ed europei.
L'utilizzo in sinergia dei risultati delle attivita' d'intelligence e delle attivita' investigative di polizia (ugualmente legittime, necessarie, insostituibili e complementari, pur se nettamente distinte per obiettivi, facoltà, vincoli e modalita' operative) appare utile.
L'INTELLIGENCE TECNICO-MILITARE
All'interno di questo quadro, l'intelligence tecnico-militare ha il compito primario di assicurare informazioni tempestive e precise su attivita', capacita', piani, intenzioni dei possibili avversari, nonché di apprendere ogni notizia utile riguardo agli sviluppi della crisi in esame. Senza queste informazioni non sono possibili in ambito militare ne' la garanzia della sicurezza del Paese e degli interessi nazionali, ne' la gestione delle crisi, ne' l'impostazione efficace di programmi di modernizzazione dello strumento militare.
Nel contesto della rivoluzione dell'informazione, l'intelligence è un moltiplicatore essenziale delle forze in campo. L'informazione nei suoi vari aspetti non è piu' considerata un semplice sostegno all1azione, ma uno strumento per arrivare a prevalere sull1avversario, influenzandone la stessa sfera conoscitiva e decisionale e predeterminando, così, o rendendo inutile uno scontro armato.
La disponibilita' di un'intelligence credibile è indispensabile per assumere in modo coerente e saldo la guida di operazioni multinazionali, come per esempio nell'operazione Alba in Albania.
INTELLIGENCE E CAPACITA' EUROPEE
Mentre nel quadro atlantico esiste un collaudato meccanismo di scambio delle informazioni e si puo' contare sull'abbondanza di mezzi ed operatori d'intelligence dell'alleato statunitense, in quello europeo il peso del Paese sara' determinato anche dalle sue concrete capacita' nel settore specifico. L'intelligence servira' sia a definire l'evoluzione dell'architettura della futura struttura militare europea comune, sia nel fornire un completo quadro di situazione delle crisi in cui la NATO non intervenga.
Con la progressiva realizzazione della PESD, si rendera' sempre piu' necessario un efficace e fluido meccanismo di scambio e messa in comune delle informazioni dei vari Paesi a beneficio delle istanze decisionali europee. Si tratta di un'evoluzione che richiedera' volonta' politica e fiducia tra tutti i partner, ma i cui effetti sono fondamentali per la corretta gestione delle future operazioni di pace a guida europea.
LA RAZIONALIZZAZIONE DELL'INTELLIGENCE
Sul piano nazionale, la legge n.25/97 (c.d. Legge dei Vertici), ed il relativo regolamento d'attuazione hanno posto le basi per l'unificazione e la razionalizzazione dell'intelligence tecnico-militare.
Il CSMD, in quanto comandante operativo, ha adesso una responsabilita' diretta in materia di ricerca informativa e sicurezza di natura tecnico-militare e percio' dispone di un1adeguata struttura di supporto.
LE NUOVE ESIGENZE E CONDIZIONI
Bisogna tuttavia notare che l'intelligence tecnico-militare non è piu' quella tipica della Guerra Fredda, in cui ci si concentrava sulle capacita' e sulle forze di un avversario relativamente stabile e ben conosciuto. In tutte le missioni i comandanti delle forze italiane si sono trovati di fronte alla necessita' di una gamma d'informazioni molto piu' ampia per assolvere la missione e proteggere le proprie forze ed i civili.
Inoltre le attivita' d'intelligence tecnico-militare dovranno tenere sempre piu' conto delle possibili interazioni con nuovi attori, rispettando opportune regole di comportamento con i fornitori commerciali d'intelligence, con organi globali quali l'ONU e con le ONG.
Nel breve-medio periodo sara' quindi necessario avviare una riflessione approfondita sul concetto d'intelligence tecnico-militare e sulla definizione di meccanismi di collegamento e scambio informativo tra i servizi d'intelligence militare a livello internazionale, anche attraverso programmi di acquisizione di specifici sistemi. Un importante centro di analisi e fotointerpretazione multinazionale, ora in via d'incorporazione nella UE, è il Centro Satellitare della UEO, situato a Torrejon de Ardoz (Spagna).
fonte: MINISTERO DELLA DIFESA
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