lunedì 25 aprile 2011

OCCHIO AL NUCLEARE...



NUCLEARE

COSA SAPPIAMO

DAVVERO?
Dati falsificati, omertà e... crepe ai reattori riparate con pezzi di plastica

di Francesco Buda

Chi può dire che siamo al sicuro? Nessuno. Ma, almeno, chi dice come stanno le cose? Quasi nessuno. Non di certo la lobby atomica che da sempre nasconde la verità sul “bidone” nucleare. Né le massime autorità sanitarie possono parlare.

Un disastro radioattivo è in corso sulla Terra, non solo in Giappone, mentre scriviamo, giusto 25 anni dopo la catastrofe di Chernobyl. La situazione è fuori controllo. Uno scenario mai prima accaduto da quando l'umanità è su questo pianeta. Bisogna dirlo. E bisogna dare seguito all'unico, possibile e necessario rimedio: fermare la mania atomica. All'emergenza ambientale, si unisce quella della verità. Dobbiamo sapere, per evitare il peggio. I reattori nucleari sono delle enormi pentole a pressione, ma quella per fare zuppe e minestre è molto più sicura. Le centrali atomiche, infatti, non hanno possibilità di sfogo senza contaminare e fare danno. E producono solo dipendenza, debiti e scorie per i bambini di oggi e del futuro.

IL PIANETA IN ALLERTA DA SEMPRE. MA NESSUNO LO DICE

Ora tutti guardiamo al Giappone, ma in realtà le metastasi atomiche corrono un po' in tutto il mondo, da quando è iniziata la scellerata avventura nucleare. Ad esempio: quale tg o giornale disse (o dice ora) che alla centrale di Latina il 20 giugno 1986 si verificò un evento anomalo? Nel nocciolo - la parte più pericolosa del reattore - erano saltati i bulloni da alcuni tappi dei contenitori dell'uranio. Poteva avere conseguenze imprevedibili, scrissero gli ispet­tori dell'Enea Disp. Questo è il vero motivo per cui fu fermata quella centrale, non per il referendum.

Più di recente, cosa ne è stato dei siti atomici nella regione del Sichuan, in Cina, colpita da un terribile terremoto a maggio 2008? Le autorità cinesi prima dissero che gli impianti coinvolti erano 32, poi 50. Tabù. E i 1.945 incidenti e guasti dal 1993 al 2006 nelle centrali atomiche tedesche registrate nel Rapporto statistico dell'Ufficio federale tedesco per la protezione dalle radiazioni? E i 1.343 incidenti segnalati dagli operatori delle centrali nucleari inglesi alla Health and Safety Executive dal 2001 al 2009? La lista è lunga, ovunque, ed è incredibilmente impossibile avere il numero esatto degli incidenti. Acqua passata, diranno gli anestesisti della comunicazione.

Veniamo al 2011: tra gennaio e febbraio molti reattori nucleari hanno avuto problemi di malfunzionamento e avarie in diversi Paesi. A gennaio l'associazione norvegese Bellona ha segnalato che i reattori nucleari russi vanno in black out mediamente 1,5 volte l'anno a causa di improvvisi guasti elettrici o altre avarie. Sono 2011 le interruzioni previste statisticamente in Russia per tutto l'anno in corso.

Altri incidenti sono stati registrati in Svezia, Ucraina, Corea del Nord e soprattutto nella vicinissima Francia (nei sistemi di sicurezza di ben 34 reattori su 59). Dall'Iran abbiamo poi la sconvolgente notizia -chi l'ha data? - che i problemi pesanti a questi mostri possono arrivare con un semplice clic via internet dall'altro capo del mondo: un attacco informatico ha "infettato" i sistemi della centrale di Bushehr per mandarla in tilt. Gli esperti russi che ci lavorano hanno denunciato che, se non viene rallentato il programma atomico del Presidente Ahmadinejad, si andrà incontro a una Chernobyl iraniana. Quale tg ci ha informato su queste realtà già in atto nelle "fabbriche" più pericolose mai concepite dall'uomo?

OMS IMBAVAGLIATA, PERÒ C'È CHI PARLA

Tra un gossip, un morboso servizio di cronaca nera e la ricetta del giorno, quanti ci hanno raccontato che Mahmud Sa'ada, dei "Medici internazionali per la prevenzione della guerra nucleare", ha denunciato preoccupanti incrementi dei disordini della tiroide, sterilità, nascite anomale e cancri intorno alla centrale nucleare israeliana di Dimona, in Cisgiordania? Lì il Governo israeliano impedisce ispezioni all'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea). La denuncia di questi dottori è una notizia ancora più singolare, visto che l'Organizzazione Mondiale della Sanità, il "faro" targato Onu per tutti i medici e autorità in materia di salute pubblica, non può divulgare i dati sui danni alla salute delle popolazioni provocati da radiazioni. A meno che non sia autorizzata dall'Alea, corazzata internazionale che sponsorizza il nucleare. Un bavaglio che va avanti dal 1959. Non possiamo sapere. Che scienza è quella che non può far conoscere? Che ingegneria è quella che nasconde fatti, calcoli e dati?

FALSIFICATORI DI PROFESSIONE

A studiare analisi e articoli internazionali, la realtà del mito atomico è così piena di bugie, approssimazioni (tecniche, economiche, finanziarie, politiche, sanitarie e ambientali) e disastri che finisci per domandarti: «Ho capito bene? Possibile?». Torniamo al Giappone, patria della qualità totale e dell'avanguardia tecnologica, che tutti immaginiamo come severa e timorata delle regole. Magari! Almeno dal 1977 al 2002 è stato provato con inchieste ufficiali un fiume di menzogne e falsificazioni di documenti e test sugli impianti nucleari giapponesi. Altro che onore del samurai: il Governo ha rivelato che la Tepco (Tokyo electric power company), colosso che gestisce quasi tutte le centrali nipponiche, insabbiava sistematicamente gli incidenti e le criticità presso i propri impianti, mentendo spudoramente agli ispettori governativi. Perciò nel 2002 furono fermati per verifiche tutti i suoi 17 reattori. La compagnia ammise almeno 200 occasioni in cui aveva presentato alle autorità dati truccati.

CREPE AL REATTORE RATTOPPATE CON LA PLASTICA IN GIAPPONE

Crepe, buchi, tubi rotti, fuoriuscite e altre gravi irregolarità, tutto nascosto per almeno 25 anni. Le ferite al cuore di questi mostri venivano rattoppate con pezzi in plastica. "Il contenitore (di acciaio) del nocciolo - sottolinea un articolo della rivista specializzata internazionale Nuclearmonitor - è lo stesso punto dove sono state trovate crepe nei reattori Tepco talvolta coperte letteralmente con fogli vinilici". Cioè venivano rattoppate alla meno peggio con pezzi di plastica aperture in parti vitali (il contenitore del nocciolo) degli impianti.

Anche la Chubu, terza compagnia elettrica nel Paese supertecnologico, ha taciuto alle autorità varie crepe nell'impianto di raffreddamento dei reattori 1 e 3 di Hamaoka (gli ispettori trovarono fessure nel contenitore del nocciolo anche di 45 centimetri). «Crepe nel contenitore del nocciolo potevano portare a scenari catastrofici nel caso di un terremoto», si legge su Nuclearmonitor di ottobre 2002. Uno scoop con 9 anni di anticipo. Il vizio di mentire e taroccare made in Japan è collegato, ad esempio, anche alla fallimentare BNFL, industria atomica del "rigorosissimo" Regno Unito: nel sito inglese di Sellafield (dove sono momentaneamente depositate barre di uranio delle vecchie centrali italiane) l'Ispettorato delle installazioni nucleari (Nii) vi trovò gravi irregolarità, compresa la "falsificazione di documenti relativi al combustibile Mox venduto ai clienti giapponesi". La giapponese Tepco è la stessa che controlla le centrali che ora minacciano mezzo mondo con la loro radioattività che nessun ingegnere, manager, politico, scienziato può controllare. E pensare che il 10 marzo la Tepco aveva appena consegnato il rapporto ufficiale sullo stato di alcuni suoi reattori di Kashiwazak Kariva fermati dopo il terremoto del 2007 e poi riavviati. Il giorno dopo è arrivato lo tsunami. A spazzare via le bugie del bidone nucleare.

2011: RAFFICA DI GUASTI NUCLEARI

4 gennaio: a Rostov, Russia, un arresto di emergenza attivato dal sistema di protezione elettrica fa fermare

per 18 ore il reattore. Era stato avviato ufficialmente il 10/12/2010...

5 gennaio: il reattore 3 di Oskarshamn, Svezia, si ferma per un calo di pressione vicino al cuore dell'impianto

13 gennaio: problemi al reattore 1 di Kalinin, Russia, nonostante manuntezioni dal 10 al 30 dicembre

17 gennaio: alla centrale di Kola viene fermato il reattore n. 4 per un corto circuito e il turbogeneratore Tg6 del reattore n. 3 viene scollegato dal sistema di protezione automatica per un guasto al circuito

18 gennaio: danni ad un isolatore di base fanno bloccare il reattore n. 1 della centrale di Rivne, Ucraina

19 gennaio: il reattore n. 1 della centrale Leningrad di San Pietroburgo, Russia, perde colpi, dimezzando la produzione

24 gennaio: un virus informatico Stuxnet colpisce la centrale nucleare di Bushehr, Iran

1 febbraio: la società Edf segnala un'anomalia presso 34 reattori (su 58) reattori in Francia

12 febbraio: anomalie presso 7 reattori in Francia (cuscinetti usurati prima del previsto ai gruppi elettrogeni di soccorso)

16 febbraio: altra anomalia alla centrale di Tricastin, Francia

20 febbraio: perdite radioattive al reattore di Daejeon, Corea del Sud, che viene spento

Fonte: rivista mensile "ACQUA&SAPONE"



3 commenti:

  1. L'ho pubblicato sul mio profilo di F.B.

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  2. "cosa non và"(!!!)


    http://www.nelvento.eu/filastroccagrammaticale.htm

    ...
    "Uno", "tale" e "quale"
    chi l'apostrofa fa male:
    son parole da troncare
    e giammai d'apostrofare.
    ...
    Non si accentano:"qui" e "qua";
    come neppure: "do, su, va" e "fa".
    Vuole l'accento invece "più",
    come pure "ciò", "già" e "giù".
    ...

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  3. Grazie per la tua attenzione, caro Pino!

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