Visualizzazione post con etichetta Comunicato. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Comunicato. Mostra tutti i post

martedì 22 dicembre 2009

Nuove cariche nell'Associazione "Segnali" di Agrigento


L’Associazione Culturale “Segnali” rinnova la Dirigenza

Si è svolta ieri, giorno 20 dicembre, l’assemblea dei soci dell’Associazione Culturale “Segnali” nel corso della quale si è proceduto all’elezione del nuovo Presidente ed al rinnovo delle cariche sociali.
All’unanimità è stato riconfermato Presidente Onorario il dott. Carmelo Cantone, a maggioranza assoluta degli iscritti è stato eletto Presidente Salvo Prestia. Quest’ultimo, nel rispetto della turnazione prevista per statuto, subentra alla prof.ssa Teresa Todaro Dell’Aira che continuerà ad apportare il proprio contributo all’interno di “Segnali”, in qualità di Past President.
E’ stato ampliato, inoltre, il consiglio direttivo da 7 a 9 componenti che risultano essere: Margot Bonanno, Elvira Capraro, Silvia Cinquemani, Barbara Garascia, Fabio La Placa, Francesco Novara, Ornella Policardi, Salvo Prestia, Antonella Zambuto.
Numerose sono state, altresì, le iscrizioni di nuovi soci.
Il presidente onorario dott. Carmelo Cantone dichiara “Abbiamo inaugurato il terzo anno di attività dell’associazione "Segnali" con un bilancio estremamente positivo; l’atteggiamento costruttivo ma soprattutto lo sforzo attivo e propositivo dei soci di "Segnali", concretato all’unisono con le istituzioni, ha permesso di raggiungere obiettivi considerevoli nella risoluzione di alcune problematiche sociali della nostra Agrigento. Sono sicuro che il nuovo presidente, Salvo Prestia, porterà avanti con entusiasmo l’operato brillantemente svolto dalla prof.ssa Todaro Dell’Aira, permettendo che l’associazione Segnali possa continuare a farsi portavoce delle istanze e delle necessità della collettività e a dare ampio spazio a tutti coloro che desiderano promuovere iniziative tese a migliorare la vivibilità ed il benessere collettivo della comunità agrigentina”.

a cura di Barbara Garascia
----------------------

mercoledì 2 settembre 2009

Novità probatorie sull'omicidio di Garlasco


COMUNICATO STAMPA – IL “CASO GARLASCO”
Accademia Internazionale di Scienze Forensi

A distanza di due anni una nuova perizia informatica sul computer portatile di Alberto Stasi, svolta su incarico del GUP Stefano Vitelli, smonterebbe di fatto la ricostruzione del delitto proposta finora in aula dal pubblico ministero Rosa Muscio. Infatti, secondo quanto pubblicato in questi giorni dal Corriere della Sera, la mattina del delitto, il 13 agosto 2007, Alberto Stasi, unico indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, avrebbe effettivamente utilizzato il suo pc portatile per lavorare alla tesi. In particolare l'esito della nuova perizia indica che sono state svolte una serie di operazioni sul computer tra le ore 9.36 e le ore 12.20 del 13 agosto 2007. In particolare durante quest'intervallo di tempo Alberto ha acceso il computer (alle 9.36), ha guardato filmini e immagini pornografiche dopodiché ha salvato più volte file di Word (presumibilmente relativi alla tesi) fra le 10.20 e le 12.20. Come e' stato possibile non rilevare dati così importanti per le indagini in due anni di perizie e controperizie ?
L’Italia ha ratificato, con legge approvata dal Senato in data 27.02.2008, la Convenzione di Budapest del Consiglio d'Europa, sottoscritta il 23 novembre 2001, sulla criminalità informatica, il primo accordo internazionale riguardante i crimini commessi attraverso internet o altre reti informatiche, con l’obiettivo di realizzare una politica comune fra gli Stati membri, attraverso l’adozione di una legislazione appropriata, che consenta di combattere il crimine informatico in maniera coordinata. La convenzione di Budapest ha permesso di introdurre importanti modifiche nell’ambito delle norme che disciplinano la materia delle ispezioni (art. 244 cpp), delle perquisizioni (art. 247 e art. 352 cpp) e del sequestro. Tali modifiche hanno introdotto disposizioni correttive circa l’adozione di misure tecniche informatiche dirette ad assicurare la conservazione dei dati originali e ad impedirne l’alterazione tramite l’adozione di procedure che assicurino la conformità dei dati acquisiti a quelli originali e la loro immodificabilità.

Sebbene approvata in data 27.02.2008, circa un anno dopo l’omicidio di Chiara Poggi, tale normativa recepisce alcune fondamentali nozioni legate alla Computer Forensics – Informatica Forense -, ovvero la conservazioni dei dati originali ed il mantenimento della loro integrità. Nozioni ben note ai reparti informatici delle FF.OO. fin dalla fine degli anni ’901, molto tempo prima della sottoscrizione della convenzione di Budapest. Come e' stato quindi possibile intervenire con estrema “superficialita’” su un elemento probatorio cosi importante, fragile e immateriale? Come e' stato possibile che i periti dell' Arma e della controparte non siano stati in grado di ricostruire quanto effettivamente accaduto quella mattina del 13 agosto 2007 sul computer di Alberto Stasi?
Nell’articolo pubblicato dal Corriere della Sera troviamo una prima risposta << .. il timore e’ che i carabinieri, controllando il computer di Alberto prima di consegnarlo alla procura, hanno involontariamente alterato i dati custoditi nella sua memoria. E i nuovi esami informatici lo confermano: otto consulenti tecnici dicono tutti assieme che sì, aprendo file, filmati, fotografie sul computer di Alberto, i carabinieri hanno cancellato senza volerlo le tracce dei salvataggi di Word fra le 10.20 e le 12.20...>>.
Nell’articolo si legge che il computer e’ stato alterato nei contenuti “prima della consegna alla procura“. Nel “caso Garlasco” ci troviamo quindi di fronte ad una prova alterata, modificata, seppur involontariamente, dal personale delle FF.PP.. E’ quindi evidente che i dati non siano stati mantenuti al loro stato originale e conservati integri. Di per se’ quell’elemento probatorio, stando a quanto riportato negli standard e nelle procedure internazionalmente riconosciute in merito alla computer forensics e alle normative nazionali vigenti sul contrasto alla criminalita’ informatica, non avrebbe piu’ valore in ambito processuale. Ma, ovviamente, la richiesta di nullita’ della prova che la difesa potrebbe avanzare penalizzerebbe in questa fase di giudizio proprio lo stesso Stasi, visti i risultati a lui favorevoli della nuova perizia.
Carabinieri che cancellano senza volerlo tracce informatiche e un PM, la Dott.sa Rosa Muscio, che chiede al giudice una condanna contro Alberto Stasi a 30 anni di reclusione per omicidio volontario. L’unica speranza e’ che questo processo – grazie alla rilevanza mediatica - riesca a far emergere l’importanza di affidare il sequestro, il trasporto, la custodia e l’analisi delle evidenze informatiche a consulenti tecnici realmente specializzati magari istituendo presso le FF.OO. delle unita’ ERT2 - Evidence Response Team, cosi’ come presenti presso altre forze di polizia internazionali ed affidando le analisi scientifiche a strutture, laboratori, aziende e consulenti competenti.

AISF - www.accademiascienzeforensi.it

a cura di Roby Bruzzone (Criminologa)

------------

giovedì 25 giugno 2009



LEARNING CENTER UNISU DI AGRIGENTO

UNIVERSITA’ TELEMATICA DELLE SCIENZE UMANE

NICCOLO’ CUSANO

Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine.

Lettera agli studenti

Il Learning Center Unisu di Agrigento, ha appreso che sul territorio operano sedicenti collaboratori che svolgono procedure amministrative e attività didattica per nome e per conto del Polo didattico UNISU di Agrigento. L’organismo a tutela e salvaguarda degli interessi dei propri studenti immatricolati ai vari corsi di laurea, erogati dall’Università Telematica delle Scienze Umane “ N. Cusano” Università pubblica non statale istituita dal Miur con D.M. del 10/5/2006 – G.U. n. 140suppl. N. 151 del 19/6/2006.;

comunica alle S.S.V.V.

che il solo soggetto ad erogare servizi universitari: orientamento, immatricolazioni, accoglienza domande e sede per lo svolgimento degli esami in presenza è il Center Learning di Agrigento di Via Mazzini 82/84. Struttura organizzativa riconosciuta dall’Ateneo UNISU

-Roma- le cui risorse umane sono le sole incaricate a fornire assistenza, consulenza, supporto alle varie attività e programmi.

Il Learning Center Unisu di Agrigento a tutela degli “interessi collettivi”, se ravviserà azioni o irregolarità procedurali che procurano o hanno procurato danno all’organizzazione e a terzi, si cautelerà nelle sedi di competenza.

Per informazioni e comunicazioni ed in particolare quelli che La riguardano può presentarsi previo appuntamento, la segreteria studenti sarà a disposizione. Si precisa che non saranno fornite informazioni per telefono.

firmato

Direzione Learning Center Unisu Agrigento

venerdì 10 aprile 2009

Comunicato di Legambiente sulla consultazione popolare


COMUNICATO STAMPA

PUR CON GRANDE rammarico E CON L’ ENORME PERPLESSITà CHE PERMANE SULLA DATA DEL 17 APRILE, RIBADIAMO LA NOSTRA ASSOLUTA CONTRARIETà ALLA REALIZZAZIONE DEL RIGASSIFICATORE E CONFERMIAMO IL NOSTRO IMPEGNO perché LA CONSULTAZIONE POPOLARE INDETTA DAL SINDACO ZAMBUTO DIA IL RISULTATO SPERATO, PRIMA DI TUTTO IN TERMINI DI PARTECIPAZIONE DELLA CITTADINANZA.

Spiace, a tale proposito, che qualcuno abbia voluto mettere in dubbio la posizione della nostra Associazione rispetto all’intrapresa economica di Enel, dimenticando che non solo Legambiente è stata ed è parte integrante del comitato delle associazioni contro il rigassificatore, ma che l’Ufficio Legale di Legambiente Sicilia ha anche predisposto e presentato il ricorso ad adiuvandum innanzi al TAR per contestare il VIA all’impianto da parte del Ministero dell’Ambiente, così come aveva già fatto il Comune di Agrigento insieme alla Camera di Commercio.
E Legambiente ha anche condiviso la scelta del sindaco Zambuto di ricorrere allo strumento della consultazione popolare piuttosto che al referendum: per quest’ultimo, infatti, i regolamenti comunali prevedono tempi più lunghi di gestazione che avrebbero rimandato all’ultimo quadrimestre di quest’anno 2009. Ma proprio perché si tratta di una opportunità unica ed irripetibile alla quale affidare le ultime speranze di vedere bocciato il progetto di Enel, la consultazione popolare avrebbe meritato (e necessitato) di un più consistente periodo di informazione e mobilitazione dell’opinione pubblica. Su questo, e solo su questo, si sono appuntate le critiche di Legambiente alla scelta di una data così ravvicinata come è quella del 17-22 aprile, cioè tra meno di dieci giorni.
Nonostante ciò, preso atto della volontà espressa tanto dal comitato cittadino contro il rigassificatore quanto dal sindaco di mantenere quella data, Legambiente non può che confermare la propria piena e fattiva adesione e collaborazione a questa importante iniziativa di democrazia, manifestando altresì stima e solidarietà al sindaco Zambuto per la coraggiosa battaglia intrapresa ed a tutti i membri del comitato – con in testa la giovane coordinatrice Autiello – per la vitalità e dedizione con la quale si stanno adoperando.
Legambiente, pertanto, invita la popolazione agrigentina ad aderire in massa a questa innovativa ed importante occasione di democrazia, esprimendo il 17/22 aprile il proprio convinto NO al quesito referendario.

Agrigento, 9 aprile 2009
firmato da:
Giuseppe Riccobene,
Claudia Casa,
Mimmo Fontana,
Gaetano Gucciardo,
Marco Interlandi,
Daniele Gucciardo

Comunicato Stampa di Legambiente

Comunicato stampa
Rigassificatore di Porto Empedocle:
il Ricorso al TAR di Legambiente determina il Presidente della Prima Sezione del Tribunale Amministrativo a chiedere ai Ministeri competenti tutta la documentazione relativa al procedimento autorizzativo del progetto di enel.
È datata 31 marzo 2009 l’Ordinanza con cui il Presidente Giorgio Giallombardo, dopo l’esame del Ricorso di Legambiente mirante ad ottenere l’annullamento del Decreto Ministeriale con cui è stato espresso giudizio di compatibilità ambientale positivo rispetto al terminale di ricezione e rigassificazione che Enel intende costruire a Porto Empedocle, per l’appunto ordina al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali il deposito di tutta la documentazione concernente il suddetto progetto autorizzativo.
Per il TAR, in sostanza, il Ricorso di Legambiente fa emergere la necessità ai fini istruttori di avere a disposizione tutti gli atti che riguardano l’autorizzazione di che trattasi, atti che, in copia autentica, dovranno essere messi a disposizione del TAR dai due Ministeri entro i sessanta giorni successivi alla avvenuta comunicazione del provvedimento del Presidente Giallombardo.
“L’ordinanza della Prima Sezione del TAR sconfessa quanti, nei giorni scorsi, con interessata precipitazione comunicativa, hanno tentato di far passare la notizia che anche la via del ricorso al Tribunale Amministrativo aveva dato torto a chi, come noi, si batte contro la realizzazione di quell’impianto a Porto Empedocle”, spiega Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia. “La partita, invece, è tutt’altro che chiusa, non foss’altro che per i 60 giorni di tempo concessi dal TAR al Ministero per inoltrare tutta la documentazione e per quelli ulteriori che serviranno al Tribunale Amministrativo per esaminarla in modo compiuto e permettere altresì alle parti in causa di averne contezza e conoscenza piena. E il risultato dell’impugnativa proposta insieme da Legambiente e Arci, al pari di quello relativo alla impugnativa presentata da Camera di Commercio e Comune di Agrigento, potrebbe non essere quello che i sostenitori del rigassificatore di Enel continuano a dare per scontato”.

Agrigento, 9 aprile 2009
firmato da: Mimmo Fontana
-----
------