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lunedì 14 maggio 2012

Da diversi giorni si pratica lo SMERDATOTO'


L'EDITORIALE.
E' davvero incredibile la convergenza di "opinioni" che ormai vede unita la stragrande maggioranza delle testate giornalistiche agrigentine (soprattutto quelle online) in un comune attacco feroce e indiscriminato alla persona del candidato sindaco Totò Pennica.
Da diversi giorni è in atto uno sciacallaggio di proporzioni inusitate volto ad influenzare negativamente l'opinione pubblica nei confronti del noto penalista.
Gli stessi "giornalisti" che prima attaccavano e criticavano _ per il suo non-operato e per le sue presunte negligenze amministrative _ il sindaco uscente Marco Zambuto, all'indomani della prima tornata elettorale, dopo aver analizzato la volontà espressa dagli elettori, si sono "coalizzati" per praticare un nuovo e affascinante "sport" : lo "SmerdaTotò".
Basta collegarsi ad uno dei tanti quotidiani online locali, per rendersi conto immediatamente di come quasi tutta la stampa online prediliga sfottere, colpire e aggredire la figura di Totò Pennica. Sul suo conto se ne stanno scrivendo di tutti i colori, di cotte e di crude. E, a onor del vero, la maggior parte delle accuse appare chiaramente pretestuosa, calunniosa e infondata. Del resto, si sa, «IL CARBONE SE NON TINGE, SPORCA».
Quello che, a rigor di logica, doveva rimanere un confronto squisitamente politico tra due candidati che hanno alle spalle due storie differenti ed alternative, è stato trasformato in un assurdo calderone mediatico, dove l'informazione è inquinata e distorta da particolarismi, antipatie personali e infamie d'ogni tipo.
Coloro che campano facendo "informazione" , benchè abbiano il pieno diritto di esprimere il loro pensiero, dovrebbero sottoporsi ad un accurato esame di coscienza di natura deontologica. Solo così forse riusciranno a capire che questa non è libera informazione, questo non è veicolare notizie, questa è solo una guerra politica bella e buona, senza esclusione di colpi, che ha trasformato molti operatori dell'informazione in "ultras" sfegatati di una tifoseria che vuol vedere demolita e annientata la figura del "demoniaco Pelo Rosso".
Un pò si serietà e un pò di onestà intellettuale in più non guasterebbero.
Alcune testate giornalistiche hanno più la sostanza di blog "partigiani" che non di quotidiani super partes.
Un umile consiglio: cari signori giornalisti professionisti, limitatevi a divulgare le notizie e lasciate ai vostri lettori il compito di analizzarle e interpretarle. La gente non è stupida e sa giudicare da se: non ha bisogno di imbeccate nè di "guide alla lettura".
di Marco Padula
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martedì 1 maggio 2012

Monti inizia a "sbroccare"


L’imperturbabile bocconiano Mario Monti ha sbottato. Lo stile è sempre quello, nessun tono fuori posto, niente bava alla bocca, ma i primi segni di nervosismo cominciano a comparire sul volto marmoreo del professore. Sì perché lo spread è a livelli di guardia, l’elenco degli imprenditori che si tolgono la vita perché non riescono a far fronte al pagamento delle tasse continua ad allungarsi, il ministro Fornero non riesce a districarsi nella complicata selva della riforma del lavoro e un folto gruppo di sindaci rifiuta di assecondare il pagamento dell’IMU.


Ecco con quali parole ha aperto la Conferenza Stampa di ieri: “Vorrei iniziare con una parola di sdegno per chi ha governato, governa e intende proporsi al governo del proprio Paese, perché non può giustificare l’evasione fiscale, né tanto meno può istigare a non pagare le tasse o istituire personali e arbitrarie compensanzioni tra crediti e debiti verso lo Stato”. Il nome non l’ha fatto ma il riferimento chiaro era al segretario del PDL Angelino Alfano che ha proposto, udite udite che scandalo, di consentire agli imprenditori di “non pagare le tasse fino all’ammontare del loro credito nei confronti dello Stato”. Che eversore!
“Altri – ha proseguito il professore – sono i modi in cui in un Paese serio si risolvono problemi seri come quelli che l’Italia ha in questo momento avendoli ereditati da decenni di politiche spesso non serie. Ci sono responsabilità del passato che sono causa dell’attuale pressione fiscale”.

Mentre si può essere d’accordo sul fatto che la colpa del disastro in cui versa l’Italia non è certamente imputabile al ragionier Monti, stupisce che lo stesso si scagli così apertamente contro le forze politiche che lo sostengono e che, per una volta nel caso del segretario PDL, hanno fatto una proposta che non è idea geniale ma semplice buon senso.


E invece no, Monti adesso si è stufato.


L’unico che continua imperturbabile a offrire incensi all’imperatore tecnico rimane Pierferdinando Casini, che potrebbe pure vederlo davanti a sé mentre ammazza di botte un bambino indifeso che troverebbe comunque modo di giustificarlo e apprezzarlo.


C’è da dire che la conferenza stampa contenitore di questo sfogo è servita anche ad annunciare che Giarda, un ministro tecnico di un governo tecnico, si avvarrà dell’aiuto di un tecnico, Enrico Bondi, già noto per essere stato il commissario Parmalat dopo il disastro-truffa messo in piedi da Tanzi.


Ma non erano i politici che si avvalevano dei tecnici? A questo punto mi chiedo, Giarda che ci sta a fare?
Il tecnico del tecnico è una figura esponenziale che fluttua tra il ridicolo e il grottesco.


Per non parlare dell’ennesimo incarico a Giuliano Amato, che ormai può dire di aver fatto il prezzemolino un po’ in ogni governo.


Monti deve stare un po’ più sereno, gli italiani sanno bene che gran parte della colpa, quasi tutta, della situazione economica attuale è da imputare alle dissennate politiche dei passati governi ma deve anche, ogni tanto, ricordarsi che ricopre un ruolo che non gli è stato donato dal voto degli italiani, ma da un’abile azione di Giorgio Napolitano di concerto con i mercati finanziari a suon di Spread, che nel frattempo è tornato a quota 400.


Un po’ più di umiltà non guasterebbe anche perché per qualche periodo può pure andar bene ma non si può pretendere sempre che vengano accolti con il sorriso dei provvedimenti sbagliati e insufficienti per la crescita solo perché i precedenti governi ne hanno fatto di pessimi.

Fonte:www.moschebianche.it

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domenica 18 marzo 2012

"Cresce" Totò Pennica










La candidatura a Sindaco di Totò Pennica ha ricevuto da ieri il sostegno dichiarato da parte degli onorevoli Angelino Alfano, Salvatore Iacolino, Nino Bosco, Enzo Fontana e Michele Cimino. Si arricchisce quindi la compagine che vede ogni giorno di più favorito il noto penalista.

Gli "avversari" Giuseppe Arnone, Giampiero Carta e Marco Zambuto dovranno ora fare i conti con l'indicazione espressa dal PDL che ha deciso di schierarsi ufficialmente a favore dell'Uomo di Epolis.

Eppure nell'aria si respira la sensazione che le manovre di assestamento non siano ancora del tutto definite.

Staremo a vedere quali novità ci riservano le prossime giornate.

di Marco Padula

sabato 17 marzo 2012

Fonzio Pirtuso nelle vesti del Rocky Balboa della politica...


Video di Nino Riggio

Epolis e Il Valzer delle Ovvietà


Mi si conceda di esprimere una libera opinione su quanto sta avvenendo in queste ultime concitate ore nel panorama politico agrigentino.
Il movimento civico Epolis viene criticato da qualquno che si straccia le vesti in quanto si sentirebbe deluso dal fatto che adesso bisogna fare i conti con i Partiti. Vorrei chiedere a chiunque si intenda vagamente di sociologia spicciola o di politichetta da bar: è possibile, in un comprensorio che conta circa 60.000 abitanti prescindere dalla Politica? Chi può mai essere tanto ingenuo da credere di poter competere e vincere senza l'appoggio di alcuni Partiti?
Attenzione, signori miei, i Partiti non sono, come qualcuno ama pensare e ripetere ossessivamente, misteriose Entità a sè stanti e dotate di vita propria. Non sono Mostri partoriti dalla cattiva coscienza di Spiriti maligni che vagano nell'aria. I Partiti sono associazioni fra persone accomunate da una medesima finalità politica ovvero da una comune visione su questioni fondamentali che riguardano l'intera società. I Partiti sono "partes", ossia "parti", porzioni di tessuto sociale composte da uomini e donne liberi di operare libere scelte sul loro futuro. Non sono Entità avulse dal tessuto sociale e nemmeno degenerazioni metastatiche di esso.
Non si capisce quindi dove sia l'allarme sociale o dove sia il trucco e l'inganno, se un Movimento come Epolis ha coordinato la pregevole e intelligente iniziativa di esprimere una libera candidatura a Sindaco, quale quella del noto penalista Totò Pennica, senza bisogno di aspettare il "dictat nominale" dei massimi Dirigenti di Partito.
Se ci togliessimo il prosciutto dagli occhi, riusciremmo a vedere che oggi si è verificato un cambiamento che ha dell'eclatante: non è il movimento (Epolis) composto da semplici cittadini convinti di poter migliorare la nostra realtà a dover pendere dalle labbra dei Potenti di turno, bensì sono questi ultimi che, per la prima volta, si ritrovano a fare i conti con un gruppo di cervelli pensanti che, ponendosi "super partes" non è disposto a farsi soggiogare in cambio di un piatto di pasta o a scendere a scontati compromessi.
Ma questo non significa che i Partiti debbano essere demonizzati e non significa che il candidato Pennica, sol perchè espressione di un libero e Nuovo gruppo associativo, sia tenuto a rifiutare il determinante apporto degli sponsor politici.
Quando un libero professionista come Totò Pennica, noto per il suo prestigio intellettuale e per la sua profonda preparazione giuridica, si dichiara disposto a lasciare una carriera professionale brillante e avviatissima per abbracciare il terreno minato su cui si fonda la gestione della "res publica", in quel preciso momento egli diventa un "politico" e sarebbe una contraddizione in termini se un "politico" disdegnasse il confronto aperto e la sinergia costruttiva con le altre Parti politiche. Quelle stesse Parti che chiamiamo Partiti e che non sono Demoni onnivori provenienti da una spaventosa dimensione parallela, ma sono la rappresentazione associativa delle volontà espresse liberamente da ciscuno di noi elettori.
Non si faccia pertanto intimidire Epolis, in quanto Epolis nulla ha di cui vergognarsi. Vada avanti per il cammino coraggiosamente intrapreso.
La realtà socio-politica è questa e sono queste le regole del gioco, da sempre, sin dai lontani albori della civiltà ellenistico-romana.
Pensare di poter agire diversamente, in una dimensione puramente ideale, immaginaria e scevra da qualsiasi confronto concreto, appartiene alle impossibili utopie dell'iperuranio.
Ma noi viviamo in questa realtà ed è in questa realtà che dobbiamo interagire con la forza degli ideali e dei più alti valori.

L'Editoriale di MARCO PADULA
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martedì 13 marzo 2012

Stato di calamità naturale ad Agrigento


A seguito della paurosa ondata di maltempo che si è abbattuta su Agrigento e sul territorio limitrofo, il sindaco di Agrigento Zambuto ha immediatamente fatto intervenire il personale dell’ufficio comunale della protezione civile per eseguire i primi interventi volti a garantire la pubblica e la privata incolumità, per monitorare la situazione della viabilità e della sicurezza nei vari quartieri e per valutare i danni subiti a causa delle violente raffiche di vento, al fine di chiedere al presidente della Regione Lombardo la proclamazione dello stato di calamità naturale per Agrigento ed il suo territorio.

domenica 13 novembre 2011

Berlusconi dimesso, fischiato e schernito


di ALESSIA MANFREDI


Berlusconi ha rassegnato le dimissioni la folla urla "buffone" e lancia monetine.

ROMA - Silvio Berlusconi si è dimesso. In una giornata tesissima, dopo l'approvazione della legge di stabilità alla Camera, il presidente del Consiglio è salito al Colle intorno alle 21, tra le grida della folla che urlava "buffone", "in galera" e lanciava monetine, per rimettere il mandato nelle mani del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, aprendo così formalmente la crisi di governo. 


È la fine del quarto governo Berlusconi, di un'era e di una stagione politica durata quasi 20 anni.  E l'inizio, per molti, della Terza Repubblica. Ma sul nuovo esecutivo
pesano diverse incognite 
 
La conferma ufficiale delle dimissioni è stata accolta in piazza del Quirinale da fischi e urla di gioia. Un lungo applauso, tricolori sventolanti, bottiglie stappate. Intanto, il premier dimissionario lasciava il Colle da un'uscita secondaria per fare rientro nella sua residenza privata, a Palazzo Grazioli. Già da domani alle 9 inizieranno le consultazioni del presidente della Repubblica, atto preparatorio per la formazione di un nuovo governo. Saranno sentiti i presidenti delle Camere e i gruppi parlamentari, con l'imperativo di fare presto: la tabella di marcia del Quirinale prevede che già lunedì, quando riapriranno Borse e mercati, ci siano un presidente incaricato e la lista dei ministri. Parola d'ordine di Napolitano è agire in fretta per rassicurare comunità internazionale e Unione europea sugli impegni italiani.

Le dimissioni di Berlusconi sono arrivate al termine di dodici ore dense di appuntamenti, scandite da attese e incontri. Con il via libera definitivo della Camera, in seconda lettura e senza modifiche, al ddl di stabilità già licenziato dal Senato - 380 sì, 26 contrari e due astenuti - i provvedimenti in adempimento agli impegni Ue del governo Berlusconi sono recepiti nella nuova legge di stabilità. Si è compiuto così l'ultimo atto parlamentare del governo Berlusconi prima delle dimissioni, decise martedì scorso  al Quirinale dal presidente del Consiglio dopo il voto della Camera sul rendiconto generale, su cui la maggioranza a Montecitorio si è fermata a 308.

Dopo il sì alla legge di stabilità, è arrivato quello al ddl di bilancio e alla nota di variazione, con 379 voti a favore, 26 contrari e 2 astensioni. Oltre a Lega e Pdl, i sì sono arrivati dall'opposizione del Terzo polo, i no da Italia dei valori, mentre il Pd non ha partecipato al voto.


La seduta alla Camera è stata segnata da un clima rovente all'interno e dalle contestazioni della folla, fuori da Montecitorio e in Piazza Colonna: centinaia di persone hanno esposto cartelli di protesta, urlando "dimissioni", "vergogna" e "buffone" al premier. Stessa scena davanti al Quirinale, all'arrivo del Cavaliere per l'atto formale delle dimissioni. In aula, invece, Berlusconi ha incassato applausi dai deputati del Pdl. Freddi, invece, i deputati leghisti, rimasti immobili al loro posto.


Momenti concitati si sono avuti durante le dichiarazioni di voto: il capogruppo del Pd Dario Franceschini ha parlato della fine di un'era, di cui Berlusconi è stato spartiacque e della necessità di ricostruire sulle macerie. "Tutti noi singoli deputati siamo chiamati a questo percorso di ricostruzione", ha detto. Mentre il suo intervento veniva applaudito dai banchi del centrosinistra, dai settori della Lega sono partite le urla di deputati che chiedevano "elezioni, elezioni".

Situazione analoga, al contrario, quando ha preso la parola Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl: stavolta è stato il Pd a scandire, urlando, "dimissioni, dimissioni". Contestato al suo arrivo a Montecitorio il deputato di Popolo e Territorio Domenico Scilipoti, che in Aula ha parlato di "colpo di Stato"; accuse di tradimento e urla di scherno incassate dallo "scontento" Roberto Antonione, entrato nella componente 'Costituente Popolare Liberale-Pli', all'interno del Gruppo Misto, che ha replicato: "Noi rispondiamo solo alla nostra coscienza".


In piazza, le contestazioni sono continuate anche durante il Consiglio dei ministri, l'ultimo presieduto da Silvio Berlusconi, in cui il premier ha salutato i colleghi di governo, ringraziandoli per il lavoro svolto insieme, e ha confermato l'intenzione di salire dimissionario al Colle. "Berlusconi, vai a casa, fuori la mafia dallo Stato", queste le grida della folla. Attimi di tensione anche all'arrivo di militanti di Forza Nuova: in molti gli hanno urlato contro, cantando "Bella ciao".


E' stata una lunga giornata anche per il neo senatore Mario Monti, premier in pectore, che ha avuto un lungo colloquio - due ore - a Palazzo Chigi con Silvio Berlusconi, per fare il punto su programma e lista dei ministri. Il professore ha confermato a Berlusconi la volontà di formare una squadra di soli tecnici. Alla fine, il Cavaliere ha detto sì all'ex Commissario Ue, ma a patto di vedere confermata nel nuovo esecutivo la presenza dell'attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Un nodo che per ore ha agitato il mondo politico, con i netti no di Pd e Idv, e il finale passo indietro annunciato dallo stesso sottosegretario.

In mattinata Mario Monti ha avuto un colloquio a palazzo Giustiniani anche con il segretario e il vicesegretario del Pd Pierluigi Bersani ed Enrico Letta, ed ha visto per un'ora Mario Draghi, presidente della Bce.


In una giornata di fuoco, da Napolitano è giunta una nuova sollecitazione alla coesione: "Occorre che tutte le forze politiche sappiano agire con senso di responsabilità e formulare proposte in grado di conciliare il rigore imposto dalla necessità di ridurre il debito pubblico e di promuovere la crescita con l'esigenza di distribuire egualmente i sacrifici tutelando i ceti in maggiore difficoltà", ha sottolineato il capo dello Stato.


Dopo il colloquio con Monti, Berlusconi ha nuovamente invitato il Carroccio a sostenere l'esecutivo del professore ricevendo ancora una volta un no da Umberto Bossi. Che, all'uscita da Montecitorio, ha ribadito che con un esecutivo Monti, la Lega andrà all'opposizione: "Come si fa a sostenere un governo che farà portare via tutto, che privatizzerà le municipalizzate?", ha confermato il leader leghista.  

fonte: www.repubblica.it

venerdì 24 settembre 2010

L' On. Michele Cimino indagato


La Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo ha provveduto a notificare un avviso di garanzia all’ex vice presidente e assessore regionale Michele Cimino, coinvolto nell’inchiesta che ha portato ieri all’arresto, tra gli altri, del sindaco di Castrofilippo Salvatore Ippolito.

Pare che la fonte dell'indagine sia costituita dalle ultime dichiarazioni fornite dal collaboratore di giustizia Di Gati.

Il reato ipotizzato sarebbe di concorso esterno in associazione mafiosa perché l'uomo politico avrebbe favorito una cosca agrigentina anche attraverso l’assegnazione di appalti pubblici a imprese in odore di mafia, in cambio di soldi (tangenti).

Cimino verrà interrogato dai pm della dda di Palermo il prossimo 30 settembre.

fonte: www.agrigentoweb.it

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martedì 20 luglio 2010

L'avv. Garascia ricorda Paolo Borsellino


In occasione della commemorazione della strage di via D’Amelio anche l’avv. Barbara Garascia vicepresidente del Movimento Europeo per la Giustizia a Tutela dei Cittadini interviene dichiarando “Ricordare un eroe come Borsellino e la folta schiera di altri uomini che lo affiancano, capaci di sacrificare la propria vita in nome della giustizia e del desiderio di affrancare la Sicilia dalle catene della mafia, è dovere di ognuno di noi.
Ma possiamo rilevare come alle manifestazioni, ai cortei, alle fiaccolate così spesso ripetute, talvolta sterili e qualche volta ipocrite, si affianchi oggi uno spirito nuovo, costruttivo, diverso che vede non più il siciliano capace solo di piangersi addosso ma finalmente pronto a reagire. Lo dimostra il proliferare di iniziative concrete, di associazioni spontanee sempre meglio organizzate che, con gradualità lenta ma penetrante, nascono e si articolano ogni giorno di più garantendo ai cittadini dei riferimenti precisi in merito ai diritti ed ai doveri che la legge garantisce loro e la cui conoscenza ed applicazione può rappresentare l’unico deterrente alla mafia.
Con il responsabile del Movimento, dott. Carlo Baldassano, l’avv. Barbara Garascia auspica che un’informazione corretta consenta la diffusione di ogni iniziativa lecita ed invita ogni cittadino onesto ad una partecipazione attiva, unico modo per onorare degnamente la memoria ed il sacrificio dei Grandi”.
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venerdì 18 giugno 2010

Nuova nomina per Barbara Garascia


L’avv. Barbara Garascia è stata nominata vice presidente del Movimento Europeo per la Giustizia a Tutela dei Cittadini che, dopo essersi affermato nelle altre province della Sicilia, arriva finalmente anche ad Agrigento.
La nomina le è stata conferita dal dr. Carlo Baldassano, responsabile provinciale del Movimento con sede regionale a Palermo e già attivo nel territorio di Sciacca.
“Il Movimento Europeo per la Giustizia a Tutela dei Cittadini, dichiara l'avv. Garascia, è un’associazione ONLUS, che persegue esclusive finalità di promozione e solidarietà sociale. Vuole essere un riferimento per le categorie così dette svantaggiate quali gli indigenti e i non abbienti, i minori abbandonati, i soggetti con disabilità fisica e psichica.
Si propone diversi obiettivi, ma scopo prioritario è di rendere la Giustizia accessibile ai cittadini, consentendo l’interpretazione delle norme che garantiscano una migliore conoscenza dei propri diritti facendo scaturire da ciò, in modo consequenziale, l’adempimento dei doveri.
Le adesioni numerose, qualificate ed in continua crescita, derivano dalla palese ricaduta di una tale iniziativa sul sociale.
Pur non avendo alcuna connotazione partitica, il Movimento si pone come interlocutore con le forze politiche, le Istituzioni comunitarie per una nuova concezione della Giustizia, che sia sempre più al servizio del cittadino, efficiente e celere secondo anche i principi della Convenzione dei Diritti dell’Uomo”.
Formuliamo all'Avv. Garscia i migliori auguri di buon lavoro.

domenica 22 novembre 2009

Berlusconi pressa su Alfano

Il retroscena. Un nuovo "lodo Alfano" in veste costituzionale
potrebbe essere presentato già entro giovedì prossimo

Il Cavaliere chiede le garanzie di Alfano
"Subito il processo breve o te ne vai"

di LIANA MILELLA


Il Cavaliere chiede le garanzie di Alfano "Subito il processo breve o te ne vai"

Il ministro Alfano

ROMA - Ha fretta Berlusconi. Soprattutto dopo le notizie sulle indagini di mafia che potrebbero coinvolgerlo in arrivo da Caltanissetta e Firenze. Sul processo breve e sul lodo Alfano in veste costituzionale il Cavaliere non accetta, né sopporta, più rinvii o divergenze all'interno della maggioranza. Neppure se i prudenti distinguo arrivano dal suo Guardasigilli Angelino Alfano. Succede così che venerdì, nel corso del pranzo a palazzo Grazioli, tra il premier, Letta, Bonaiuti, Ghedini, Scajola, La Russa, lo stesso Alfano, Cicchitto e Gasparri, il capo del governo esploda in uno scatto di collera contro il ministro della Giustizia.
Si fanno i conti sui tempi di approvazione del processo breve. Che non si presentano rosei per via degli incastri tra il ddl e la Finanziaria. I capigruppo non nascondono i timori. È incerto che ce la si faccia al Senato prima di Natale. Alla Camera non ci sarà l'ok prima di metà di febbraio. Non si può escludere un terzo passaggio. A questo punto Berlusconi ipotizza di ricorrere a un decreto legge. Alfano lo interrompe e gli dice: "No, questo non so se lo possiamo fare". Il Cavaliere perde la calma e lo aggredisce: "Tu forse non hai capito l'importanza della questione che stiamo affrontando. O noi risolviamo questo problema subito, oppure tu te ne vai, perché sappi che ci sono molti altri che possono fare il ministro della Giustizia al posto tuo". Gelo e imbarazzo intorno al tavolo. Ma la colazione prosegue.

L'ossessione dei tempi e l'incastro tra processo breve e nuovo lodo Alfano restano sul tavolo. L'urgenza del premier ha, dal suo punto di vista, una più che buona ragione. Legata alle indagini sulle stragi del '92-93. Nella sala da pranzo aleggia lo spettro dell'avviso di garanzia che appare come una fotocopia, ben più aggravata, di quello per corruzione che gli fu recapitato da Milano nel '94 durante il summit Onu di Napoli. L'Espresso fresco di stampa, e che Berlusconi ha letto giovedì nella copia staffetta, gli ha rovinato la notte. Ma gli ha pure definito in testa la strategia dei tempi. Un'imputazione per mafia (concorso esterno o peggio un coinvolgimento nelle stragi) potrebbe costringerlo a giocare subito la carta delle elezioni anticipate e di una nuova e forte investitura del popolo. Un voto al quale non può andare "nudo", pure con i processi Mills e Mediaset ancora in piedi, pronti a produrre condanne per corruzione e frode fiscale. Almeno quelli vanno chiusi. A questo serve il processo breve. Che quindi deve correre in modo rapidissimo verso l'approvazione. Senza scontri interni. Senza rischiare lo stop di Napolitano per manifesta incostituzionalità. L'ordine perentorio di Berlusconi è di evitare ulteriori polemiche con i finiani e trovare la mediazione nella consulta per la giustizia presieduta da Ghedini.

Poi tocca al lodo Alfano su cui, nel corso del pranzo, s'è aperta un'ulteriore querelle. Chi deve presentarlo? Il governo o un singolo parlamentare? Chi darà il cognome al nuovo scudo? E in quale Camera? Da solo o insieme all'immunità? Entro giovedì quando, sempre a palazzo Grazioli, si riunirà l'ufficio di presidenza del Pdl, gli interrogativi avranno ricevuto la risposta. È molto probabile che il nuovo lodo sarà già stato presentato da un parlamentare, perché stavolta l'esecutivo non se ne assumerà la responsabilità per favorire la convergenza delle opposizioni, in particolare dell'Udc. Il testo sarà modellato sulle indicazioni della Consulta, anche se il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri già fa mostra di scetticismo: "Di quelli non mi fido. Pur di bocciarlo magari diranno che l'abbiamo approvato nel giorno sbagliato o che abbiamo commesso degli errori nella punteggiatura".

Per giovedì sarà noto anche il nuovo testo del processo breve, su cui in queste ore i componenti della consulta per la giustizia del Pdl, presidente Ghedini e vice Giuseppe Valentino (il relatore del ddl al Senato), stanno facendo i compiti a casa per cambiare, nell'ordine, la lista dei reati (ampliandola), l'entrata in vigore (si applicherà in ogni grado), la questione degli incensurati, la divisione degli anni (anziché due più due più due, tre più due più uno per primo grado, appello Cassazione). Tutto chiuso per giovedì.

di Liana Milella

fonte: laRepubblica.it

giovedì 2 aprile 2009

Conferenza Stampa sul Referendum per il Rigassificatore


Si è svolta ieri mattina al foyer del teatro Pirandello del Comune di Agrigento l'attesissima conferenza stampa di presentazione del Referendum popolare indetto dal sindaco di Agrigento Marco Zambuto.

Presenti le maggiori associazioni culturali della città, tra le quali "John Belushi","Agrigento Viva" e "il Tamburino", (unite nel Comitato promotore della campagna contro il Rigassificatore di Porto Empedocle), nonchè vari esponenti della stampa ed operatoti di tv locali.

Il Sindaco, dopo la prassi istituzionale e la comunicazione di rito alla delibera referendaria, ha voluto ribadire la necessità e l'utilità della proposta referendaria per garantire al popolo il diritto e la libera scelta di opinione in merito alla realizzazione o meno del Rigassificatore di Porto Empedocle, comunicando modi e termini della consultazione referendaria.

La data prevista per la consultazione va dal 17 al 22 aprile.


scritto da Nino Riggio
video realizzato da Nino Riggio


martedì 31 marzo 2009

Un Parlamento di eletti. Non di nominati

Dalla Regione Lombardia.


Vi invio la nota che ho scritto oggi in merito all’approvazione delle mie proposte. Mi piacerebbe conoscere il vostro parere e soprattutto avere dei suggerimenti.Un caro saluto e ancora grazie per aver aderito al gruppo SilviaNO AL VOTO SEGRETO PER AUMENTO INDENNITA’ E FINANZIAMENTO AI GRUPPI REGIONALI - PUBBLICAZIONE SUL WEB DI TUTTI GLI ATTI CONSILIARI.
Sono molto soddisfatta per l’approvazione dei miei emendamenti al Regolamento del Consiglio da parte della Commissione Statuto, perché finalmente ci sarà una maggiore responsabilità e trasparenza sull’operato dei consiglieri regionali.
Grazie al mio primo emendamento, inserito all’articolo 54, sul sito del Consiglio regionale verranno pubblicati i testi degli interventi dei consiglieri regionali, nonchè le presenze, le assenze, i congedi e il resoconto dettagliato e nominale dei voti espressi in aula.
Il mio secondo emendamento approvato oggi, invece, riguarda il fatto che gli aumenti delle indennità dei consiglieri regionali e dei finanziamenti ai gruppi consiliari non potranno mai più avvenire con voto segreto.È importante ricordare che fino ad oggi questo tipo di provvedimenti riguardante aumento di benefits per consiglieri e gruppi consiliari è sempre stato votato con voto segreto. Grazie al mio emendamento odierno da ora in poi questo non sarà più possibile e ogni consigliere dovrà finalmente assumersi pubblicamente la responsabilità delle proprie azioni non solo davanti alla propria coscienza ma anche e soprattutto davanti all’elettorato.
La richiesta di pubblicazione on line dell’attività dei consiglieri era già stata recepita grazie ad un mio odg dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio nello scorso novembre, ma da allora nulla era stato fatto per realizzarla.
L ’approvazione di questi emendamenti è importante perché l’elettore ha il diritto di conoscere ,non solo ciò che l’eletto ha promesso in campagna elettorale, ma anche e soprattutto quello che, una volta eletto, fa concretamente. “I politici hanno il dovere di rendere conto del loro operato agli elettori” (necessità confermata anche dalle numerosissime adesioni – più di 3000 membri – al gruppo omonimo da me creato in Facebook), ma hanno anche il diritto di potersi differenziare dai tanti fannulloni presenti in politica.
Sono convinta che i provvedimenti approvati oggi possano dare un importante contributo anche per combattere la piaga dell’assenteismo.

scritto da Silvia Ferretto Clementi